SCEGLIERE
Aggiornamento: 6 set

Ogni giorno scegliamo.
Scegliamo cosa indossare, cosa mangiare, dove andare, con chi parlare, cosa leggere, cosa ascoltare.
Scegliamo il lavoro che facciamo, le persone che frequentiamo, i luoghi nei quali restare o dai quali andare via.
Scegliamo un hobby, un partner, un’abitudine.
Scegliamo le parole che usiamo.
E, molto più spesso di quanto immaginiamo, scegliamo perfino i pensieri ai quali continuiamo a dare spazio.
La scelta fa parte della nostra vita.
Eppure c’è una domanda che mi affascina sempre:
quanto sono davvero "nostre" le scelte che facciamo?
Quanto siamo liberi nello scegliere?
E quanto, invece, scegliamo a partire da ciò che abbiamo imparato, assorbito, temuto, creduto necessario?
Quanto pesa il pensiero collettivo?
Quanto pesa ciò che ci è stato detto durante la crescita?
Quanto l'insegnamento scolastico?
Quanto quello famigliare?
Quanto pesano le aspettative degli altri?
E le nostre ferite?
A volte pensiamo di scegliere.
In realtà stiamo soltanto ripetendo.
Ripetendo una convinzione.
Un’abitudine.
Un modo di reagire.
Una paura.
Una frase che abbiamo sentito tante volte da farla nostra senza che ci siamo mai chiesti se davvero ci appartenga o ci rappresenti.
Ed è qui che, secondo me, la scelta diventa qualcosa di molto più profondo.
Cosa significa scegliere?
Scegliere davvero significa ascoltarsi.
Significa fermarsi abbastanza da comprendere se ciò che stiamo per fare ci appartiene oppure no.
Se ci risuona.
Se quella persona ci va bene.
Se quel lavoro ci nutre oppure ci svuota.
Se quella parola che stiamo per pronunciare nasce davvero da noi oppure dalla paura di deludere qualcuno.
Se quel pensiero che continuiamo a ripetere ci nutre oppure ci tiene prigionieri.
E questo non è per nulla facile.
Perché scegliere liberamente non è un gesto automatico.
È un atto consapevole.
E, forse, imparare come si sceglie liberamente è uno dei percorsi più lunghi e più importanti che possiamo fare nella vita.
Possiamo davvero scegliere qualcosa di nuovo?
Spesso ci basiamo sul passato.
Su ciò che è già successo.
Su ciò che conosciamo.
Su ciò che abbiamo imparato ad evitare.
Sulle ferite che ancora bruciano.
Sui traumi che ci hanno insegnato a proteggerci.
E tutto questo è umano.
Ma ad un certo punto possiamo cominciare a chiederci:
sto scegliendo ciò che voglio o sto evitando ciò che temo?
Per me questa domanda cambia moltissimo il punto di vista.
Perché una scelta fatta per desiderio non ha lo stesso suono di una scelta fatta per paura.
E sì, uso proprio la parola suono.
Perché anche la voce racconta molto di questo.
Quando pronunciamo una scelta che sentiamo nostra, spesso il corpo si rasserena.
Il respiro cambia.
La voce diventa limpida.
Più presente.
Libera.
Vera.
La voce e la scelta
Da molti anni osservo quanto la voce racconti il nostro stato interiore.
E racconta anche le nostre scelte.
Ci sono parole che diciamo con convinzione.
Altre che pronunciamo quasi chiedendo permesso.
Ci sono "sì" e "no" in presenza.
E poi ci sono "sì" che in realtà sono no e viceversa.
La voce, ancora una volta, racconta.
E forse può aiutarci anche a riconoscere quando una scelta ci appartiene davvero.
Non sempre ci dice cosa fare.
Ma spesso ci fa sentire come stiamo mentre lo diciamo.
E questo è già molto.
Anche scegliere ciò che ci fa bene è una pratica
Nel benessere succede la stessa cosa.
Scegliamo cosa mangiare.
Cosa leggere.
Cosa usare.
Cosa comprare.
Quali persone ascoltare.
Quali consigli seguire.
Quali oggetti far entrare nella nostra quotidianità.
Ma anche qui la domanda resta la stessa:
sto scegliendo perché qualcosa risuona davvero con me, oppure perché qualcuno mi ha convinta che dovrei volerlo?
Io sostengo la libertà di scelta.
E credo anche nella responsabilità di chi propone qualcosa agli altri.
Per questo, dentro CON BRIO!, voglio costruire uno spazio in cui si possano incontrare esperienze, idee, domande, curiosità, pratiche, prodotti, parole e possibilità.
Io racconterò ciò che amo.
Ciò che vivo.
Ciò che ho sperimentato.
Ciò che continua a farmi bene giorno dopo giorno.
E lo farò nel mio modo.
Con la mia voce.
Con la mia esperienza.
Con la mia sensibilità.
Senza pretendere che ciò che è giusto per me debba esserlo anche per te.
Quindi scegli
Scegli cosa tenere.
Scegli cosa approfondire.
Scegli cosa provare.
Scegli cosa lasciare andare.
Scegli ciò che ti incuriosisce.
Scegli ciò che ti fa pensare.
Scegli ciò che ti risuona.
E lascia semplicemente andare ciò che non ti appartiene.
Cara lettrice, caro lettore, io non desidero scegliere al posto tuo.
Desidero soltanto offrirti spunti.
Dentro il mondo della voce.
Del canto.
Del benessere.
Della vita quotidiana.
Poi la scelta sarà tua.
E mi piace pensare che proprio lì, in quella libertà, possa nascere una relazione bella, pulita e rispettosa.
Tu tieni ciò che ti risuona. Io continuo a raccontare ciò che amo.
E così, credo, ci sarà armonia nel cuore per entrambi.
Elena Pontini
CON BRIO! 😉
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