top of page

PER CHI VIVE CON VOCE

Immagine del redattore: Elion Elena Pontini
Elion Elena Pontini
28 ago
Tempo di lettura: 6 min

Aggiornamento: 6 set


Quando ho la frase che avrebbe accompagnato CON BRIO!, non volevo uno slogan.

Volevo un'espressione della realtà.

Per chi vive con voce.

Perché la voce non appartiene soltanto ai cantanti. E neppure soltanto a chi, per mestiere, sale su un palcoscenico.

La voce è essenziale per una quantità sorprendente di professionisti. Esistono persone che possono lavorare con una mano fasciata, con un computer che fa i capricci o durante una giornata storta. Ma se la loro voce è assente, cambia tutto.

E sono molte più di quante tu immagini.

Per usare un termine internazionale vengono chiamati professional voice users: persone per le quali la voce è uno degli strumenti essenziali del loro lavoro.


Cantanti lirici, pop, jazz, musical, coristi. Attori, doppiatori, speaker radiofonici e televisivi, interpreti di voice-over, presentatori.

Qui la relazione è evidente: la voce è parte stessa della prestazione.

Ma appena ci allontaniamo dal palcoscenico, il mondo diventa ancora più interessante.

Pensa ai docenti.

Maestre della scuola primaria, professori delle superiori, docenti universitari, insegnanti di lingue, formatori aziendale: ore e ore trascorse a spiegare, richiamare l’attenzione, modulare, raccontare, ripetere e convincere.

Non sorprende che gli insegnanti siano una delle categorie professionali maggiormente studiate in relazione al carico vocale, con difficoltà sia nell'espressione tecnica che nel vivere armonicamente il loro utilizzo della voce, in quanto adoperando la voce intensamente e spesso con sforzo durante il lavoro e riportano problemi vocali con una frequenza maggiore rispetto a tutti gli altri.

E poi ci sono i direttori di coro, gli insegnanti di canto, i maestri di musica, i direttori d’orchestra quando lavorano verbalmente con gli ensemble.

La voce non serve soltanto a impartire un’indicazione.

Serve a fornire un’idea.

A cambiare un suono.

Ad ottenere attenzione senza spezzare il clima.

A comunicare energia.

A volte una sola frase di un leader cambia il modo in cui cento persone respirano.


C’è chi insegna. E chi guida.

Allenatori, personal trainer, istruttori di fitness, insegnanti di yoga, pilates, danza e discipline corporee.

Usano la voce per dare istruzioni mentre i loro allievi si muovono, spesso in ambienti rumorosi o con musica, ma anche per motivare, rassicurare, correggere e sostenere.

Per loro la voce non è semplicemente un mezzo per impartire indicazioni: diventa parte dell’identità professionale. Con la voce guidano, motivano, intrattengono e costruiscono una relazione con le persone.

E qui il confine si allarga ancora.

Mi vengono in mente i coach, i counselor, gli psicologi, i terapeuti, gli operatori olistici.

Per loro la voce non deve necessariamente arrivare in fondo a un teatro.

Deve arrivare al cuore per accendere una trasformazione.

E sono fondamentali altre qualità da abbinare alla voce: presenza, ritmo, pause, calore, autorevolezza, capacità di creare fiducia.

Perché a volte non serve parlare forte.

Serve che qualcuno abbia voglia di continuare ad ascoltarti. E dipende non soltanto dall'orecchio dell'ascoltatore, ma soprattutto dalla tipologia della voce.


C’è chi convince, negozia, racconta

Avvocati, magistrati, politici, amministratori, sindacalisti, diplomatici.

Venditori, agenti immobiliari, consulenti, commerciali.

Receptionist, operatori del servizio clienti, operatori telefonici.

La qualità e l’affidabilità della voce possono incidere profondamente sulla loro capacità di svolgere il lavoro.

Pensa ad una trattativa.

Le parole possono essere quelle giuste.

Ma c’è una differenza enorme tra dire:

“Questa è la mia proposta” con una voce esitante, contratta, quasi in ritirata, e pronunciare esattamente le stesse parole con una voce presente che emana sicurezza.

Le parole sono le stesse.

Ma è il modo a farne la differenza.

Ed è una cosa che, occupandomi di voce da tanti anni, continua ad affascinarmi.


Ci sono professioni nelle quali la voce deveo correre lontano

Guide turistiche, accompagnatori, educatori, animatori, guide museali (ovviamente ricordo i cantanti lirici e gli attori di teatro in questo paragrafo, anche se li ho già nominati sopra).

Persone che parlano mentre camminano, all’aperto, nel vento, nel rumore di una città, dentro sale riverberanti o davanti a gruppi sparpagliati che prestano poca attenzione.

Devono parlare a lungo e con una buona intensità, spesso in condizioni acustiche e ambientali tutt’altro che ideali.

E poi ci sono medici, infermieri e professionisti sanitari.

La loro voce informa, spiega, rassicura, dà indicazioni.

Pensiamo semplicemente alla differenza che può fare il tono con cui un medico pronuncia la stessa frase, dando un'informazione non proprio piaceevole.

La voce non cambia il contenuto.

Ma può cambiare profondamente il modo in cui quel contenuto arriva.


E oggi esistono nuove professioni della voce

A quelle tradizionali se ne sono aggiunte moltissime.

Podcaster.

Creator.

YouTuber.

Streamer.

Chi conduce webinar, videocorsi e riunioni online.

Chi registra meditazioni, audiolibri o contenuti educativi.

Chi lavora a distanza e trascorre buona parte della giornata tra telefonate e videoconferenze.

Persone che magari non si definirebbero mai “professionisti della voce”, eppure ogni giorno affidano alla propria voce attenzione, credibilità, relazione.

È curioso: abbiamo strumenti digitali sempre più sofisticati e continuiamo ad affidarci a qualcosa di antichissimo.

Un essere umano che parla a un altro essere umano.


Ma “vivere con voce” significa ancora qualcosa di più

Se CON BRIO! parlasse soltanto a chi usa professionalmente la voce, sarebbe già un mondo enorme.

Ma non sarebbe ancora tutto.

E ti chiedo attenzione alla voce anche da un punto di vista fondamentale.

L'ascolto di sé e la comunicazione.

Ascoltarssi..

Comunicare..

Questo è comunicare con il Cuore.

Nella mia esperienza professionale e di vita privata ho imparato che la voce racconta continuamente qualcosa di noi. E molto spesso le parole non esprimono ciò che il tono di voce fa. La maggior parte delle incomprensioni e delle gurre avvengono per mancata comunicazione, ma non tra le persone: con sé stessi.

La prima comunicazione importante deve avvenire dentro il Cuore, e in seguito può uscire.


Per questo, quando dico “Per chi vive con voce”, penso anche a chi desidera prendere il proprio posto.

A chi ha un’idea e vuole sostenerla.

A chi ha un talento e smette di nasconderlo.

A chi impara a dire un no senza doverlo trasformare in una guerra.

A chi pronuncia un sì sentendolo davvero.

A chi ha trascorso molto tempo adattando il proprio volume alle aspettative degli altri e, a un certo punto, decide che può tornare ad ascoltarsi.


La voce personale

Ed arriva così lo spazio della voce propria.

Quella che sa esprimere i propri talenti e dare coraggio alle proprie idee.

Quella che permette di mostrare ciò che sappiamo fare, di condividere ciò che abbiamo imparato e di dare forma a qualcosa che, fino a quel momento, esisteva soltanto dentro di noi.

È la voce con cui diciamo a qualcuno che lo amiamo.

Una frase apparentemente semplice, eppure capace di contenere un mondo intero.

È la voce con cui chiediamo scusa, ringraziamo, incoraggiamo, consoliamo.

Quella con cui chiamiamo una persona cara e, a volte, comprendiamo dal suo primo “pronto” tutto ciò che le parole successive cercheranno di nascondere.

È anche la voce con cui comunichiamo con gli animali.

Loro forse non conoscono il significato preciso di ogni nostra parola, ma riconoscono il tono, l’intenzione, la dolcezza, la paura, la fretta, la serenità.

Sentono se siamo davvero presenti o coerenti.

E spesso ci rispondono in un linguaggio che non ha bisogno di essere tradotto: uno sguardo, un movimento, un’attesa, un modo particolare di avvicinarsi.

In quel dialogo la voce non è soltanto suono.

È relazione.

È presenza.

È fiducia.


La voce del silenzio

E infine c’è una voce che non produce alcun suono.

Non attraversa una stanza.

Non ha bisogno di un microfono.

Non cerca un pubblico.

È quella che rimane in silenzio e si lascia ascoltare soltanto in fondo al proprio cuore.

Forse è proprio questa la voce più preziosa.

La più sottile.

La più difficile da distinguere in mezzo al rumore delle giornate, alle opinioni degli altri, alle aspettative, alle abitudini e a tutto ciò che pensiamo di dover essere.

Non alza mai il volume per imporsi.

Aspetta.

Qualche volta la sentiamo come un’intuizione.

Altre volte come una lieve inquietudine che ci suggerisce che qualcosa non ci appartiene più.

Oppure come una gioia improvvisa, una certezza quieta, un desiderio che ritorna anche quando abbiamo cercato molte volte di ignorarlo.

È la voce che ci ricorda chi siamo quando smettiamo di recitare ciò che gli altri si aspettano da noi.

Quella che conosce i nostri talenti prima ancora che troviamo il coraggio di mostrarli.

Quella che sa quale strada ci assomiglia, anche quando non siamo ancora pronti a percorrerla.

E forse le meraviglie più grandi cominciano proprio così: nel momento in cui, finalmente, riusciamo ad ascoltarla.


Avere voce non significa parlare più forte

È forse questo il punto che amo di più.

Una persona può urlare e non avere alcuna voce.

Un’altra può parlare piano e riempire una stanza.

La voce che mi interessa non è quella che sovrasta.

È quella che arriva.

Quella capace di raggiungere un pubblico, una classe, un cliente, una persona amata, un animale che ci osserva.

E anche quella che, senza emettere alcun suono, riesce a raggiungere noi stessi.

Perché vivere con voce non significa soltanto parlare o cantare.

Significa esserci.

Esprimersi.

Amare.

Ascoltare.

E ascoltarsi.


La voce è..

È relazione.

È identità.

È arte.

È amore.

È ascolto.

È coraggio.

È una delle forme con cui diciamo al mondo: io ci sono.

E qualche volta è anche il modo in cui, nel silenzio, torniamo a dirlo a noi stessi.


E allora facciamolo CON BRIO!


Elena Pontini

CON BRIO! 😉

Per chi vive con voce. 🎶



Segui CON BRIO! Per chi vive con voce 🎶 su: 


 
 
 

Commenti


© 2026 Elena Pontini

  • Instagram
  • Facebook
  • LinkedIn
  • YouTube
  • TikTok
bottom of page